Cosa succede in Paese

Cosa succede in Paese


In un non ben identificato momento (futuro incerto).

Generale: “Militare, leggo una grandissima soddisfazione sul suo volto”.
Recluta: “Signor generale, confermo! Anche oggi, nessun arrivo indesiderato, signor generale!”.
Generale: “Militare, molto bene”.

Negli occhi del generale si può leggere la medesima soddisfazione.
Non si può dire lo stesso del maresciallo: la sua espressione indica grande preoccupazione.
Il generale ha ricevuto l’informazione che gli interessa e se ne va.

Recluta: “Signor maresciallo, servono ulteriori perlustrazioni?”.
Maresciallo: ”Militare, non serve, non arriverà nessuno. Non vogliono più venire”.
Recluta: “Signor maresciallo, dobbiamo comunque continuare il presidio?”.
Maresciallo: “Militare, continueremo, fino ad ordine contrario. Fino al termine di questa…”.
Recluta: “Signor maresciallo, non capisco. Le sue frasi, il suo tono. Signor maresciallo”.

Lo sguardo del maresciallo si perde tra le onde del mare. Si trova sulla riva, con l’odore di salsedine ed il rumore delle onde. In passato, quella situazione gli avrebbe dato piacevoli sensazioni.

Maresciallo: “Militare, nessun dubbio. Gli altri non hanno dubbi”.
Recluta: “Signor maresciallo, io non ho dubbi. Signor maresciallo”.
Maresciallo: “Militare, pensa alla sua famiglia?”.
Recluta: “Signor maresciallo, il mio pensiero è costantemente rivolto alla mia famiglia, signor maresciallo”.

La recluta osserva il maresciallo; si è tolto la divisa e indossa solo il costume da bagno.

Maresciallo: “Militare, togliti la divisa”.
Recluta: “Signor maresciallo, non capisco. Siamo autorizzati ad entrare in acqua? Signor maresciallo”.
Maresciallo: “Militare, mi prendo questa responsabilità”.

La recluta resta in mutande, di fronte al maresciallo.
Senza divisa, sono due uomini che parlano in riva al mare.

Uomo in costume: “Non dobbiamo entrare in acqua. Senza la divisa, non esiste gerarchia, non esiste subalternità. Non esistono vincoli, possiamo parlare liberamente”.
Uomo in mutande: “Signor maresciallo, non capisco. Cosa dobbiamo fare? Signor maresciallo”.
Uomo in costume: “Non chiamarmi signor maresciallo, non serve più”.

L’uomo in mutande ha cambiato completamente espressione.
Ha il dubbio dipinto sul suo volto.

Uomo in costume: “Tua madre lavora?”.
Uomo in mutande: “Signo… no, non lavora”.
Uomo in costume: “Tuo padre lavora?”.
Uomo in mutande: “Lavorava”.
Uomo in costume: “Pensione?”.
Uomo in mutande: “Non ha i requisiti, manca ancora qualche anno”.
Uomo in costume: “Come fanno?”.

I due uomini si guardano. Non servono altre parole. Ci sono molti modi per procurarsi il cibo e lo stretto necessario per sopravvivere. In questi casi, poco importa cosa indica la legge, la sopravvivenza prima di tutto.

Uomo in costume: “Un tempo tuo padre avrebbe potuto trovare lavoro altrove”.
Uomo in mutande: “Non si sarebbe mai spostato”.
Uomo in costume: “Ora non verrebbe accolto. Le nostre stesse leggi vengono applicate altrove. Le subiamo …”.

Una leggera brezza accarezza i loro corpi, rendendo piacevole la permanenza sotto al sole.

Uomo in costume: “Per questo ti sei arruolato?”.
Uomo in mutande: “Non solo per questo motivo. Io credo in quello che facciamo”.

Il mare continua con il suo dolce ritmo. Non era così la settimana prima e nell’entroterra si vedono ancora gli enormi danni causati dall’onda anomala che ha colpito tutto il litorale. Due mostruose tempeste si sono incontrate ed hanno scatenato l’inferno in mare, con tremendo impatto anche a terra.
Non è la prima volta che accade.

In alcune zone non piove mai e, letteralmente, si brucia dal caldo; in altre zone l’acqua proveniente dal cielo è spropositata e travolge ogni cosa.

Uomo in costume: “Anch’io credevo nella nostra missione, la trovavo altamente valoriale. Ma era completamente differente, prima che accadesse il cambio”.
Uomo in mutande: “Per i detrattori, ormai, qualsiasi cosa brutta è diventata colpa del cambio. Il cambio è arrivato proprio perché prima tutto faceva schifo”.

I due si guardano nuovamente.
Tanto sono vicini fisicamente, tanto sono lontani a livello ideologico.

Uomo in costume: “Il livello di schifo non ha una fine. Riusciamo sempre ad incrementarlo. Non impariamo mai. Vediamo quello che accade, vediamo cosa comporta, non ci piace eppure non interveniamo veramente. Gli interessi personali, di chiunque, prevalgono sempre. Preferiamo il nostro inutile insensato posticino, illudendoci che sia giusto e sicuro, che ci dia voce e potere. Senza renderci conto che ci danneggia pesantemente. Non crea benessere, Non crea progresso”.
Uomo in mutande: “E’ ancora presto. Finché saranno in mezzo a noi, soprattutto quelli lontani dalla legge, non potremo veramente vivere i vantaggi del cambio. Quando saremo solo noi, con le nostre produzioni, i nostri prodotti, le nostre famiglie, avremo il totale controllo ed arriveranno i risultati che sono stati promessi”.
Uomo in costume: “Quali prodotti? Ormai siamo ridotti a mendicare. Svalutiamo quello che facciamo e paghiamo esageratamente quello che prendiamo da fuori. Non abbiamo peso reale e siamo costretti a subire”.
Uomo in mutande: “Le nostre eccellenze sono molto richieste e ben pagate. Per il resto, bisogna aspettare. È una fase di transizione. Accadrà velocemente, continuano a dirlo i promotori del cambio”.
Uomo in costume: “Dicono quello che vogliamo ascoltare. Non si può solo credere. Bisogna anche vivere quello che accade e valutare se piace, se corrisponde a quello che ci si aspettava. Altrimenti la promessa continuerà a restare tale, con il racconto che si discosta enormemente da quello che succede realmente”.
Uomo in mutande: “Proprio per questo è stato da molti votato il cambio. Perché le promesse ci avevano stufato. Abbiamo aspettato tanto, troppo, con quelli di prima. Possiamo tranquillamente aspettare ancora, non troppo, con quelli del cambio. Sappiamo che non abbiamo ascoltato solo promesse. Quello che non funzionava sarà rimosso ed al suo posto ci saremo noi, con le nostre famiglie ed il nostro futuro”.
Uomo in costume: “Non proprio tutte le famiglie. Solo quelle che sono composte in base alle convinzioni del cambio. Le altre, per loro, non sono neanche degne di esistere. Mia sorella, per loro, è inferiore, così come è inferiore la sua compagna”.

I due continuano a guardare il mare, immaginando di veder arrivare qualcuno.
Entrambi accomunati dalla ricerca di un motivo che ha però, per ognuno dei due uomini, una natura diametralmente opposta.

Un nemico è sempre un valido motivo. Rafforza enormemente le proprie convinzioni.

Un nemico è sempre utile alla causa. Ci si focalizza meglio e si è più predisposti a restare compatti e combattere.

È sempre meglio un nemico estraneo o esterno alla propria cerchia. Ci si sente liberi mentalmente e ci si considera totalmente nel giusto.

Il nemico semplifica ciò che il ragionamento rende complesso ed è così bello tenere la mente impegnata nelle proprie faccende.

Un nemico è quello che cercano entrambi, anche se, in realtà, ad entrambi (a tutti) servirebbe l’esatto opposto, per ottenere benessere e progresso.