il Valore della Vita
Da piccolo, mi hanno insegnato il valore della vita.
Specifico meglio: tutti mi hanno insegnato il valore della vita.
Per chiunque - dai miei parenti agli insegnanti, dagli amici agli sconosciuti - la vita era sacra.
Vecchiaia, malattia o incidente erano le uniche forme per le quali si poteva tollerare la presenza della morte.
Nessun dubbio sul resto: la vita andava salvaguardata sempre e comunque.
Questo concetto mi veniva costantemente ribadito, a voce e con l’esempio.
Siamo cresciuti così: per noi ragazzini, era già spaventoso il solo pensiero di far male seriamente a qualcuno.
Certo, a volte si litigava ma non si andava mai oltre una spinta o uno schiaffo.
E non si trattava di un contesto religioso: per chiunque, atei inclusi, la vita era sacra.
Era un dono troppo bello ed importante.
Io, in primis, ero convinto di questa verità assoluta.
E quando qualcuno moriva, in seguito ad azioni criminali, lo sdegno era totale, unito allo sconforto.
Ancora oggi, a distanza di molti anni, sono convinto che si tratti di una verità assoluta: la vita è sacra.
I tempi però sono cambiati e troppo spesso la cronaca ci avverte di fatti terribili.
Ormai si uccide con una facilità scoraggiante.
E sovente il crimine viene commesso da persone giovanissime.
Purtroppo, ammazzare è diventata una scelta che viene compiuta con una leggerezza disarmante.
Quando alcune emozioni umane, tra le quali rabbia e paura, prendono il sopravvento, togliere la vita diventa quasi la prima idea che affiora nella mente.
Non credo si tratti unicamente di influenze esogene; ritengo, piuttosto, che sia un tema culturale in profondo mutamento.
Ci stiamo rassegnando: quando si parla di questi episodi gravissimi, non emerge più l’indignazione; piuttosto, la narrazione inizia ad assomigliare ad una notifica di un fatto compiuto, degna di poca nota.
Certo, aumenta la paura e ci si sente meno sicuri, nei luoghi pubblici.
Ci diciamo che servirebbe maggior controllo e bisognerebbe assegnare punizioni esemplari.
Indicazioni sacrosante.
Così facendo, però, deleghiamo completamente.
Dobbiamo, invece, essere presenti in prima persona e dobbiamo costantemente ribadire, a voce e con l’esempio, il valore della vita.
Non possiamo assolutamente correre il rischio di abbandonarci.
È un nostro dovere considerare la vita come sacra ed è un nostro dovere evitare di ridurci a classificare l’assassinio semplicemente come una brutta abitudine.
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