il Senso di Appartenenza
Sono iniziati i mondiali di calcio.
Nel mentre, altri sport proseguono con il loro fitto calendario.
La gente discute su quello che accade in campo, in pista od in altri ambiti nei quali si svolgono le gare.
Difficile dire chi abbia torto o ragione: nella stessa conversazione viene detto di tutto ed il suo esatto contrario.
Quello che mi diverte e sorprende sempre è la facilità e la velocità con la quale si formano gruppi accomunati esclusivamente dal tifo pro o contro qualcosa o qualcuno.
Una persona può trovarsi abbracciata ad un’altra persona, per la gioia di una vittoria del proprio pilota preferito ed il giorno dopo trovarsi a litigare, con la stessa persona, per un rigore non assegnato durante una partita tra squadre del cuore differenti, magari giocata il mese precedente.
Il bello (ed il brutto) dello sport.
In tutta questa gente emergono sempre il grande orgoglio e la forte passione per i propri idoli sportivi.
Quello che invece mi rattrista è la lontananza dal senso di comunità che spesso si nota.
Quando bisogna pagare le tasse, quando il vicino è in difficoltà, quando bisogna partecipare alle scelte della collettività: in queste ed in altre occasioni molti diventano individualisti, nel senso più letterale del termine.
L’identità nazionale dovrebbe appartenerci sempre, con sfumature più o meno velate per quello che riguarda cultura e tradizioni.
Il senso di appartenenza all’Italia dovrebbe essere il nostro vero orgoglio e la nostra sconfinata passione, senza alcuna chiave di lettura politica o discriminatoria.
Invece, purtroppo, molti si ricordano di essere italiani quasi esclusivamente quando sono all’estero e vengono “derisi o additati” per la nazionalità.
O se ne ricordano quando uno sportivo italiano gareggia contro gli stranieri oppure gioca la nostra nazionale.
Commenti ()